Motion Pictures (L Oltre la siepe, H Mansarda, B Salotto)
“Blood Diamond”, candidato per gli ” Oscar 2007 ” ed appena uscito nelle sale d’Italia, è un film impegnato nell’intento ma che non manca di svilupparsi con continuità d’azione. E’ un film equilibrato nonostante i 138 minuti di pellicola; gli spunti fotografici che l’Africa offre ampiamente potevano essere sfruttati più spesso, creando altresì un contrasto significativo con le brutture della guerra. Colpisce in modo particolare la questione dei bambini-soldato. L’interpretazione è buona, relativamente allo spessore che assumono i personaggi nel contesto della sceneggiatura. L’evoluzione professionale di Di Caprio e la scelta di personaggi coerenti con le sue migliori attitudini non è in discussione. Tuttavia nella sua precedente fatica, “ The Departed”, il ruolo è stato più ampio, in questo caso invece veri protagonisti sono i problemi del Quarto mondo. Riguardo all’indole della persona umana i due film hanno punti di contatto: nella scelta tra il bene ed il male in fondo l’uomo tende alla scelta del bene, ma sarebbe molto vicino alla neutralità, diversamente pare esserci fiducia in una “provvidenza” supplente che sbilancia fortemente le scelte o almeno le relative conseguenze nel quadro complessivo. C’è grande spazio per interventi casuali o esterni nell’azione dei personaggi, in particolare per un disegno che è altro rispetto alle scelte personali.
Restando nell’ambito di lavori impegnati e d’azione, ho preferito la più esplicita caratterizzazione a tutto tondo dei personaggi in film come “Munich”, nel quale il regista permette all’attore di esprimere le proprie potenzialità. - Non amo Spielberg per la sua prolissità, ma questo suo lavoro negli ultimi anni per me non ha trovato pari –
Tuttavia pare che gli USA stiano evolvendo verso criteri che ricordano molto quelli francesi, quelli della vecchia Europa, nella scelta delle candidature per gli “Academy Awards”, ma ancora con proposte o capacità di valutazione approssimative… è un po’ come Sanremo: anche per presentarsi sul Red Carpet serve il film giusto: ideologico, impegnato anche se qualitativamente un po’ “arraffazzonato”. Alla vigilia ed ammettendo di non aver visto le pellicole in concorso oltre a “Blood diamond”, premierei “Babel” per l’idea sia di fondo sia d’intreccio benchè segua vagamente il filone del vincitore 2006.
Piuttosto di un genere “denuncia” di qualità media, apprezzo la leggerezza e la totale inverosimiglianza di un puro film d’intrattenimento, “ Casinò Royale”. A parte una sceneggiatura da romanzetto rosa di terz’ordine, all’inizio del secondo tempo, che trasforma il primo James Bond di carattere dopo Sean Connery in un personaggio irresponsabile quasi ingenuo, del quale Daniel Craig riscatta un minimo la banalità entrando docilmente nella parte, e le disastrose ricostruzioni scenografiche di Venezia , nel complesso mi pare che il film abbia raggiunto i propri classici obiettivi. Per questo sarebbero bastati i primi 35 minuti scarsi di spettacolo allo stato puro e la presente Judi Dench, M., la quale a doppio filo tra una battuta e l’altra commenta le chiavi della fortuna di 007 su tutta la serie: azione e carisma del protagonista, ritrovati e ben accolti infine lasciano sperare per una prossima prova del nuovo Bond, al quale l’attuale successo potrebbe aver infuso quel tocco di disinvoltura che mancava per conferire eleganza ad un’interpretazione già convincente. E’ incoraggiante rilevare un tentativo di rinnovamento, un tentativo nell’evitare di clonare per l’ennesima volta una serie riuscita: il tentativo di mantenere autenticità al passo con tempi diversi ma non scevri da contesti problematici.

Sono questi i presupposti, differentemente sviluppati, da “Blood diamond” e da “ Casinò Royale”, i due prendono entrambi le mosse da un argomento critico e molto attuale: le fonti di finanziamento del terrorismo, rendendo un contributo su tematiche di confronto che chiamano in causa la nostra società, ma che impongono anche alle aree povere del pianeta di affrontare le proprie responsabilità nelle dinamiche interne del loro sviluppo.


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