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15 Settembre 2006 (L Oltre la siepe)

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Potrei ricordare le cartoline retrò che lampeggiano nella mia mente come in quella di molti tra i partecipanti che giungono ogni anno da tutto il mondo per il Gran Premio e terminare con qualcosa del tipo “ Il Gran Tour è sempre all’Avanguardia”; questo è ciò che si troverebbe sotto qualsiasi titolo dedicato al Nuvolari. Immagini di auto, alcune hanno fatto la storia e come ogni storia si può tradurre nell’esperienza dell’uomo, nella sua cultura, nella sua sensibilità. Si crea l’atmosfera, nella gara riprende la vita. Quest’anno la scelta è particolarmente interessante perfino tra le auto più recenti, tra le quali è difficile ottenere una selezione significativa.
Potrei accennare in modo ironico all’entusiasmo ed all’agonismo: essi spingono all’avventura ed alla sfida ai limiti, alle regole civili, alla resistenza fisica e mentale, ma è bello ricordare oggi anche alcune vicende individuali, la realtà della gara, entrare nell’ottica contingente dei compagni di viaggio ed apprezzare il percorso concreto della strada, con le sue traiettorie non sempre accomodanti.
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Quest’anno niente controlli orari in arrivo: ci si diverte meno? No, anche se ritmi serrati non sono imposti - anzi… -, usciti da centri abitati e dal traffico verso le strade più impervie, accompagneranno l’allegra carovana fino al Tirreno, le veterane cominciano col borbottare n694.JPG ed, in confronti del tutto impari, col competere alla rincorsa del sole. n691.JPG Lo scorrere dei minuti che separa dal tramonto, sui tornanti, non è faccenda insignificante quando i fari non illuminano la strada, già incorniciata dalla vegetazione mediterranea, ed incombe qualche nuvola minacciosa, per altro sperimentata prima dell’agoniata partenza. Per fortuna c’è il cordiale aspetto degli avventori tedeschi in pantaloni chiari a mezzo polpaccio e giubbini scozzesi offerti dall’organizzazione; un loro sguardo ruba sempre qualche sorriso e magari un primo approccio alla conversazione per ingannare il tempo dell’attesa. n696.JPG Tuttavia per altri l’obiettivo è mantenere calma, energie, concentrazione, lucidità per spaccare letteralmente il secondo, al centesimo nelle prove crono., per mantenere in funzione i tergicristalli - sono un optional ma non del tutto inutile -, per mantenere il pescaggio della benzina nonostante le pendenze, per mantenere il controllo della situazione fino all’ultima meta, superato il coast to coast ma tutto italiano. E per “mantenere il controllo” intendo letteralmente non perdere i pezzi: volante, ruote, freni, testa… Beh senza questi il mito insegna che si può raggiungere il traguardo, ma senza motore no! Infatti, nonostante qualche dubbio riguardo all’appartenenza, un odore sospetto rivela quasi subito che un tubo del condotto dell’olio è inesorabilmente crepato. Optiamo per un salvataggio del motore, per altro ancora incerto. Occorre rassegnarsi quest’anno, alcuni guasti non sono riparabili nel corso di una notte, soprattutto se anche il meccanico resta bloccato nel carro-attrezzi a pochi chilometri, unico spettacolo per un numeroso ed affezionato pubblico che questa votla è rimasto a bocca asciutta perché il percorso riserva sempre variazioni e sorprese. Salutiamo le 300 che sfilano per più di un’ora…
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Già fuori gara, siamo una tra le sessanta illustri “vittime”, ma ci sarà risparmiata la pioggia che bagnerà la Toscana il giorno successivo: informerà un amico il quale si dibatte per consentire il regolare scorrimento dell’avventurosa manifestazione a Monterchi, una tra le affascinati tappe che nel tempo si sono aggiunte al programma. Ci sarà risparmiata la nebbia che ai primi di Settembre spesso cala già densa tra Ravenna e Ferrara, infine il vento, questo in zona Cesarini lascia scorrere qualche brivido e letteralmente “s’invola” un cofano.
Il confine tra arte ed artigianato è sempre stato labile;”bello ed utile”, “originalità”, “comunicativa” svettano tra le caratteristiche che si attribuiscono alla prima ma direttamente o no anche al secondo, soprattutto quando si tratta di tracce dell’evoluzione nella vita, nello stile e negli obiettivi, nelle esigenze dell’uomo, per questo è importante conservarli attribuendo loro la relativa importanza. Ed io passo da una forma d’arte ad un’altra perché non mi resta che ammirare il panorama e catturarne qualche immagine per non perdere memoria di un’ennesima appassionante, ahimè breve, esperienza.
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