Bucoliche (L Oltre la siepe, I Giardino)
Trattenermi di nuovo in provincia ha riaperto il mio sguardo sulla natura e, complice la primavera, l’attenzione ricade su alberi di ciliegio in fiore, sulle piccole ragnatele tra rami di aceri, su viole che magicamente ricoprono il giardino in ogni suo spazio libero, nelle piccole aiuole alla base di una siepe o di rampicanti nati spontaneamente dove altro non si degna di produrre verdi germogli, su tortore alla ricerca di ramoscelli per il loro nido, su gatte, le quali superato il loro primo inverno ardimentose si arrampicano su improbabili arbusti, dai quali piombano a terra dopo altalene mozzafiato.
E’ tempo allora di visite ad orti botanici in ogni stile

o di darsi al giardinaggio o di passeggiare serenamente col pretesto di raccogliere more, decisamente acerbe! Beh sì, magari è presto, ma abbagliati da immagini sempre molto forti è fantastico riscoprire i particolari: ordine, regole e l’apparente eccezione nelle stesse, riscoprire che la bellezza ed il fascino sono anche negli occhi di chi li incontra e non soltanto nell’oggetto di uno sguardo.
Infine se per caso la mente percepisse l’armonia di tutto ciò potrebbe essere interessante riconoscersi in sintonia con quelli appassionati della dott.sa Colpi e lasciarsi trasportare nell’universo, in un centinaio di pagine, da questo seducente ed inatteso talento narrativo;
“Buchi neri evanescenti”, come evanescenti sono le immagini che la vista trattiene, ma non quelle della storia stagione dopo stagione.
“Il fiore perde la freschezza e il profumo, ma la memoria del fiore ci rimane nell’anima, incorruttibile e odorosa, per sempre.
Ippolito Nievo“
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