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Pellicole di genere: pausa di riflessione (B Salotto)

rendercmsfield.jpg Match Point, regia di Woody Allen. Finalmente è uscito in dvd e non perde molto rispetto alla visione cinematografica, tipicamente per il genere. La trama infatti è poco più che quotidiana, non fosse che per la drammaticità di alcuni risvolti. Il film non è inutilmente banale, ma serve a titolo sperimentale per dimostrare una possibile tesi, anche se la questione resta sostanzialmente aperta. Si affronta il tema del peso della fortuna, ma se sembra offrirsi una risposta che nega anche un senso alla vita umana, sul finale si riconosce che in effetti è impossibile determinare quale sia la buona fortuna. Non è possibile per l’uomo ottenere infatti la completa consapevolezza del disegno che guida la storia dell’umanità nel suo insieme, lo si può intuire, soprattutto con l’esperienza dell’adulto, meglio con gli orizzonti ampi di un anziano e sempre che si siano concretizzate le opportunità in potenza. Insomma per valutare se il caso sia davvero un caso e se sia favorevole o sfavorevole al singolo manca il metro di giudizio, ovvero l’obiettivo. Questo sembra essere lo spunto di riflessione finale, non particolarmente evidenziato, ma esplicitamente espresso nella sceneggiatura quando si accetta che in fondo talora può essere una fortuna ciò che paradossalmente appare il peggiore degli eventi:” Non venire alla luce può essere la più grande delle fortune”.
Il film è inconsapevolmente ottimista, ma facilmente fraintendibile. Valida interpretazione che rende accattivante una serie di vicende comuni, una storia di desiderio su tutto, ma questa volta la regia, se è tecnicamente puntuale, non convince completamente proprio per questa mancanza di orientamento e di convinzione. Non si danno risposte, con buone intuizioni le si azzardano. E’ interessante rilevare come oggi, in una società che viene definita priva di valori e dove in effetti questi restano ancora un po’ sofferenti, si trovi una diffusa e sempre più presente ricerca individuale di significati e motivazioni di fondo in riferimento all’esistenza umana, tanto più significativa in quanto non vincolata in positivo o in negativo alle esigenze di condizioni di vita difficili.
rendercmsfield1.jpg Per citare un altro film (Tratto da una pièce teatrale che ha vinto il premio Pulitzer), in questo caso si affronta il valore aggiunto dell’interesse di fondo per l’umanità in rapporto ad una professionalità e ad un impegno quotidiano fine a se stessi, reclama una particolare attenzione da parte degli appassionati di cinema “Proof”. Il film è interessante anche per la complessità dei personaggi e delle loro vicende che si concentrano in momenti cruciali, scatenando un turbine di problematiche, che se incompreso appare folle piuttosto che costruttivo.( Regia: john madden
Attori: gwyneth paltrow, anthony hopkins, jake gyllenhaal, hope davis )
Non intendo entrare ulteriormente nei particolari perchè i lavori citati sono già in sé piuttosto privi d’azione e scontati, sarebbe seccante, per chi non li avesse visti, perdere anche il gusto e la leggerezza di vicende scorrevoli, le quali a tratti riservano il piacere ironico della classica commedia sentimentale, per quanto appunto questo aspetto sia nella più forte delle ipotesi semplicemente strumentale. Strumentale anche al marketing? Non direi, considerando che questo genere è tipicamente indirizzato all’universo femminile e non vedo decisamente la donna contemporanea come ” l’angelo del dolce stil novo” che attrae l’uomo nell’universo superiore della riflessione escatologica.
Insomma si cerca di elaborare qualcosa di significativo, spettacoli di qualità con architetture ed equilibri di regia magistrali, ma una maggiore originalità artistica non guasterebbe, ovviamente alludo alle sceneggiature…
Blade Runner in questo senso resta ancora insuperato.

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