La finale manda anche Lippi nel Pallone. (B Salotto)
Da quattro anni l’allenatore ci ha saputo regalare bel gioco, spesso spettacolare, selezionare e mettere in campo, non sempre i soliti noti, ma professionisti giusti al momento giusto, ieri sera forse ha tenuto in panchina qualche giocatore di troppo ed insieme a lui, uno su tutti Gilardino, anche qualche sprazzo di fantasia, agilità, conclusione: insomma quello che sarebbe servito per chiudere prima la partita. Ovviamente senza sminuire chi è stato in campo!
Tuttavia i nostri si sono rivelati campioni per carattere, lucidità e fair play sapendo vincere tensione, emozioni e una soggezione che il primo tempo ha dimostrato più psicologica che concreta. Valori sportivi che sono mancati ai francesi, seppur di esperienza indiscussa, ma della quale non hanno fatto costruttivo tesoro. Diversamente hanno capitalizzato i nostri giovani, in qualche anno o in qualche settimana, quando è capitato loro di cadere in errore, ammettiamolo molto umano in certi momenti. Dunque si perdoni Zidane, che in fondo si è contenuto in limiti di debolezze giustificabili se pensiamo, come sottolinea la CNN, a quel pessimo modello che ha costituito Maradona nonostante i media siano ancora gioiosi di mandarlo in prima serata o di farne all’occasione uomo politico. Tutti sbagliamo, ma il recupero in certi casi dovrebbe essere personale non d’immagine internazionale. Se la sfida è stata definita di civiltà bisogna ammettere che l’Italia è stata all’altezza della situazione e che questa volta anche la Francia ha dimostrato i propri limiti perché il campione di calciatori, se vogliamo essere obiettivi ed ammettere che ancora il calcio in Francia non si gioca solo nelle periferie, era rappresentativo, nonostante qualche eccezione atletica.
Se altro ci è stato rinfacciato, occorre ammettere che tanti pensano che il calcio italiano oggi sia meno sporco di qualche anno addietro, infatti qui i problemi emergono non restano sempre insabbiati , c’è maggior equilibrio nel mercato ed in campo. Anche questo è frutto d’esperienza, come le soluzioni utili, che si tenterà di trovare nel tempo.
Come mai il destino ha restituito ciò che aveva tolto! E meritatamente, perché gli Italiani sono sempre stati molto lontani dalle dichiarazioni di certa stampa e non sono saliti sul carro del vincitore all’ultimo momento come è stato lasciato percepire ai nostri, con un filtro che, ingiusto verso i tifosi, non ha trasmesso tutto il supporto, molto scaramantico e modesto, esperto, ma presente, attento, omogeneo, costante. Sappiamo quanto ci è costato il silenzio e la pacatezza… Quasi quanto alla squadra! Proprio per questo ieri sera il gioco classico, di contenimento e contropiede, ma ormai poco italiano del secondo tempo e dei supplementari aveva sorpreso tutti, c’erano ampie potenzialità inespresse che lasciavano amaro in bocca.
La forza sta nel saper vincere la paura, non nell’incoscienza e la vittoria non può essere sempre imputata al destino. Una vittoria da vertigine, dopo averla avuta vinta su Germania e Francia, quella della mia generazione, la quale ricordava solo le atmosfere, le emozioni, i colori del mondiale del ’82, nella quale i tifosi si sono rifiutati di non credere. Vittoria da capogiro che ha riportato la voglia di festeggiare. Una magnifica festa ordinata e civilissima, almeno per le strade di Milano, alla quale poteva mancare solo un po’ di musica, ma erano i clacson a scandire il ritmo e le ore della notte per coloro che dalle finestre hanno più che altro graditamente refrigerato la folla esultante con qualche gavettone d’acqua fresca e grandi sorrisi.
E’ stato dolcissimo, questa notte o all’alba, addormentarsi sotto il tricolore a scacchi o in un’unica soluzione, incorniciato da un cielo stellato o da un blu, che fa onore anche ai perdenti, ma che serve inequivocabilmente per dire, all’allenatore in primis, “GRAZIE AZZURRI, siete tutti noi!”.
Una postilla: questa è professionalità, non fame.
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Ci si mette in discussione per le eventuali provocazioni nei confronti di Zidane, siamo corretti e… curiosi. Si tiene all’onore. Ma chi si è chiesto chi ha provocato Totti qualche anno fa? E c’era pure una televisione pronta… Non si è messo in discussione il fatto che il gesto è stato di cattivo gusto, immaturo e antisportivo, se ne è preso atto, Totti ha riconosciuto la mancanza, si è scusato, ha pagato a scopo di riflessione e d’esempio. La Germania di recente è stata altrettanto corretta. Perchè la Francia non si comporta allo stesso modo? Non sarebbe meglio dimenticare rapidamente prima di tutto per questa stessa oltre che per lo sport? Tanto più che Zidane nonostante tutto è stato prontamente perdonato… Un po’ infantile iniziare una catena di “quello ha detto…” mi pare.
mrcale said this on July 10th, 2006 at 10:28 pm