Spreco e lusso: sfumature… (D Cucina e angolo bar, H Mansarda)
Passaparola, si svende vino… Si va a dare un’occhiatina, magari c’è qualcosa d’interessante anche se ormai più di mille bottiglie sono state acquistate e prontamente ritirate: resta “poco”!
Una cascina venduta, lavori di rinnovo dei locali al via, tanto materiale accatastato ed occorre far spazio. Nessuno, davvero nessuno sembra interessato ad accollarsi quelle bottiglie acquistate e conservate negli anni, tutto sommato con cura, così vengono “scaricate” presso un ex lavorante.
Oltre al danno la beffa: comunicargli che ha già venduto per 1000 euros merce per un valore minimo prudenziale di 200000?! Suona ormai come un perfido “rigirare il dito nella piaga”, così dopo un’ora di attento rastrellamento si torna a casa con una trentina di bottiglie tra Amarone di Bertani dei primi anni ’50, vino di Masi, Corvo di Salaparuta, Barbaresco, Valpolicella, Barolo e via dicendo… tutte bottiglie di oltre 30 anni, provenienti dalle migliori cantine italiane, al prezzo di 1 euro l’una.
Ho trovato una bottiglia aperta perché il tappo era sprofondato, ma intatto: il profumo era quello dolce del vino cotto: penso che il mio aceto già richiestissimo avrà un’ennesima svolta qualitativa, ssst!
Avrei già fatto un affare se ne avessi trovata solo una perfetta.
Questa non è una svendita, questo è spreco!!! Il mio è stato un colpo di… Fortuna,
la degustazione è un lusso: apprezziamo!
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